Wednesday, 21 November 2007

Democrazia & pallottole

Il 10 dicembre scade il mandato ONU in Kossovo e quello che succederà dopo è un mistero avvolto nel mistero in un giorno di nebbia.

L’Europa arriva all’appuntamento naturalmente divisa, come è sempre più probabile che accada in un’Unione di 27 Paesi con politiche ed interessi spesso divergenti, con chi è favorevole ad una dichiarazione di indipendenza unilaterale e chi no.

Le ragioni sono molteplici: alcuni governi vogliono semplicemente smarcarsi dagli Stati Uniti, grandi sostenitori dell’indipendenza Kossovara, altri, guardando prima a casa loro, tentennano a conferire legittimità a una nazione nata tra le bombe e la guerra civile. Se accettassero il nuovo status del Kossovo, infatti, domani la Catalunia, la Corsica, i Paesi Baschi e perchè no, l’Alto Adige potrebbero dirsi:

“Ragazzi, andiamo a mettere due bombe qui e la, che a Pristina ha funzionato!”

Ma non dovevamo parlare con una voce sola nella UE? O forse riusciremo a farlo quando avremo il nuovo trattato?

Non credo proprio, meglio lasciare all’azione intergovernativa dei singoli stati materie cosi importanti, invece che calarsi colossali fette di San Daniele sugli occhi fingendo di non vedere che non ci troviamo d’paccordo su nulla.

1 comment:

Uno che si e' rotto i coglioni dell'Europa said...

ma perche' gli USA non si fanno i cazzi loro? Ci credo che sono a favore del kosovo indipendente, tanto e' vicino a noi, mica al confine loro.

Io dico no all'ennesimo stato musulmano nato dall'infame guerra balcanica.

Europa? che europa?